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Alamūt era una fortezza di montagna nelle aride colline
a sud del Mar Caspio , vicino Qazvin (arabo Qazwīn),
circa 100 km dall'odierna Teheran in Iran. Oggi di essa
rimangono solo rovine. La fortezza fu costruita nell' 840 secondo Hamdollah
Mostowfi a un'altezza di 2.100 metri. Fu costruita lungo
una via che aveva solo una possibile entrata, così
rendendo la conquista della fortezza estremamente
difficile. Il forte ha un inusuale sistema di
approvvigionamento d'acqua.

Un'immagine medievale di Alamūt.
Nel 1090 la fortezza fu invasa e occupata dalla
potenza degli Hashshashin (Assassini) e in seguito si
favoleggiò dei suoi giardini, nei quali avvenivano cose
straordinarie, al di fuori della realtà umana, e delle
sue biblioteche cariche di libri esoterici e demoniaci.
Le rovine di 23 altre fortezze rimangono ancor oggi
visibili nelle vicinanze.
La fortezza di Alamūt fu distrutta il 15 dicembre
1256 da Hulagu Khan come parte dell'offensiva mongola
contro il sud-ovest asiatico islamico. La fortezza di
per sé stessa era inespugnabile, ma Rukn al-Din
Khor-shah si arrese senza un reale combattimento, nella
vana speranza che Hulagu sarebbe stato misericordioso.
Nel 2004, un terremoto ha danneggiato ulteriormente
le già precarie mura del forte.
Comandanti di Alamūt
Hasan-i Sabbah (1090–1124)
Buzurg-Ummid (1124–1138)
Muhammad I of Alamut (1138–1162)
Hassan II of Alamut (1162–1166)
Muhammad II of Alamut (1166–1210)
Hassan III of Alamut (1210–1221)
Mohammed III (1221–1255)
Ruknud-Dīn Khurshāh (1255–1256)
Alamūt - Rovine del Castello di Alamūt - Iconografia
dell'Architettura
Alamut (romanzo 1938) |