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Perchè su una colonna che sorregge il porticato dell'Abbazia
di San Michele di Cuxa è raffigurato Gilgamesh.
Gilgamesh è un personaggio della mitologia
sumera. Mitico re dei Sumeri, regnò su una
delle più antiche città: Uruk, il più antico
agglomerato urbano dell'odierno Iraq, nelle vicinanze
del golfo Persico.
Le sue vicende sono narrate nel primo poema epico
della storia dell'umanità, denominato
successivamente Epopea di Gilgamesh.
E' una leggenda babilonese, il cui nucleo
principale risale ad arcaiche leggende
sumeriche, ma che venne trascritta molto tempo dopo
il periodo in cui è ambientata la storia.
La prima stesura dell'epopea, pervenutaci in
frammenti appartiene alla letteratura sumerica, ma la
versione più completa sinora nota venne incisa su undici
tavolette di argilla che furono rinvenute tra i resti
della biblioteca reale nel palazzo del re Assurbanipal a
Ninive, capitale dell'impero assiro. Questa redazione
tarda della leggenda, risale al VII secolo a.C.
Del perchè di questa raffigurazione nell'Abbazia
di San Michele di Cuxa sono state fatte diversi
ipotesi, ma nessuna è convincente in modo
prevalente.
Un'ipotesi affascinante può essere quella che
in questa Abbazia, sorta nell'876, si siano
fermati dei Cavalieri Templari che nella
ricerca del Santo Graal, inteso come dono
dell'immortalità, abbiano voluto simbolicamente
raffigurare la vita eterna. Infatti il tema
principale che dà forza alla narrazione di
Gilgamesh è la sua ricerca dell'immortalità. |