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Le fonti letterarie antiche le designano con il nome
collettivo di Cabiri, Kabeiroi, mentre nelle iscrizioni
ritrovate in loco esse portano semplicemente il nome di
Dei o Grandi Dei (Megaloï Théoï).
Il pantheon dei Grandi Dei comprende diverse divinità
ctonie, in gran parte anteriori all'arrivo dei coloni
greci sull'isola (VII secolo a.C.), tutte legate alla
figura centrale della Grande Madre.
La Grande Madre, divinità femminile spesso
rappresentata nelle monete di Samotracia come una donna
seduta con un leone al fianco. Il suo nome segreto
originale era Axiéros. È una figura prossima alla Grande
Madre anatolica, la Cibele frigia, o ancora alla Dea
Madre troiana del monte Ida.
I Greci l'hanno assimilata alla dea della fecondità,
Demetra, e al mito del suo accoppiamento con Iasione. La
Grande Madre è la signora onnipotente del mondo
selvaggio delle montagne, venerata tra sacre rupi dove
le vengono offerti sacrifici.
Nel santuario di Samotracia, i suoi altari
corrispondono ad affioramenti rocciosi di porfido di
vari colori (rosso, verde, blu o grigio).
Per i fedeli, il suo potere si manifesta anche nelle
vene di minerale di ferro magnetico, con cui essi
realizzano anelli che gli iniziati portano in segno di
riconoscimento. Un certo numero di questi anelli è stato
ritrovato nelle tombe della necropoli vicina al
santuario.
Afrodite-Zerynthia - Santuario dei grandi dei di
Samotracia
Santuario dei grandi dei di Samotracia - Indice
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