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In epoca tarda, questo mito della coppia generatrice
è stato identificato con quello del matrimonio di Cadmo
e Armonia, forse per via di un accostamento dei nomi con Kadmylos ed Elektra.
L'insieme del santuario era aperto a chiunque volesse
venerare i Grandi Dei, anche se l'accesso agli edifici
dedicati ai misteri era riservato ai soli iniziati.
I riti più comuni non si distinguevano da quelli
praticati negli altri santuari greci: preghiere e voti
accompagnavano i sacrifici cruenti di animali domestici
(montoni, maiali) presentati ai fuochi consacrati (eschárai),
e le libagioni offerte alle divinità ctonie su fosse
rituali, di forma circolare o rettangolare, dette
bóthroi. Sono molti, gli altari di pietra in uso; il più
grande fu arricchito nel IV secolo a.C. da un recinto
monumentale (Altare corto, pianta, n° 11).
La grande festa annuale, per la quale affluivano
sull'isola inviati da tutto il mondo greco, si teneva
forse in luglio. Essa comprendeva la rappresentazione di
un dramma rituale che rappresentava il matrimonio sacro
(lo Hieros gamos), che si teneva forse nell'edificio
ornato dal fregio delle danzatrici (IV secolo a.C.).
A quest'epoca si era già imposta la credenza che la
ricerca della vergine scomparsa, seguita dalla
celebrazione delle sue nozze con il dio degli Inferi,
rappresentasse il matrimonio di Cadmo e Armonia. Il
fregio che dà il nome al recinto sacro (vedi foto qui
sopra) potrebbe alludere appunto a questo matrimonio.
Verso il 200 a.C., grazie alla costruzione di un teatro
(pianta, n° 10), di fronte al grande altare (pianta, n°
11), la celebrazione si arricchisce di una gara
dionisiaca.
Doveva essere, quella, la sede della rappresentazione
dei miti locali: in quest'epoca la città di Samotracia
rende onore ad un poeta di Iasos in Caria, per aver
composto la tragedia Dardanos, ed essersi reso
variamente meritevole verso l'isola, la città e il
santuario.
Culto Misterico di Samotracia - Santuario dei grandi dei
di Samotracia
Santuario dei grandi dei di Samotracia - Indice
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