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Culto Misterico di Samotracia - Santuario dei grandi dei di Samotracia - Saggi sui Miti e Misteri

Non diversamente da Delfi, il santuario era destinatario di numerosi doni votivi, che erano conservati in un edificio apposito situato presso il grande altare (pianta, n° 12): si trattava di statue di bronzo, di marmo o d'argilla, di armi, vasi e così via.

Oltre a questi onori "pubblici" il santuario, posto su rotte assai frequentate, era destinatario di offerte votive più modeste e private ma non meno intense: gli scavi hanno infatti riportato alla luce ami e conchiglie offerti da marinai o pescatori che ringraziavano gli dei di averli salvati dai pericoli del mare.

La caratteristica particolare del culto misterico di Samotracia stava nella sua grande apertura: contrariamente a quanto accadeva ad Eleusi, qui l'iniziazione non richiedeva alcun requisito, né di età, né di sesso, né di status, né di nazionalità.

Tutti potevano parteciparvi - uomini e donne, adulti e ragazzi, greci e non greci, liberi affrancati o schiavi. L'iniziazione non era neppure limitata a date stabilite, e nello stesso giorno era possibile essere iniziati ai due gradi successivi dei misteri: in sostanza, l'unica condizione che si richiedeva era la presenza nel santuario.

Il primo stadio dell'iniziazione era la myesis: il mystês, cioè il protagonista, riceveva la rivelazione di un racconto sacro, e gli venivano mostrati dei simboli particolari. Così, nel caso di Erodoto, la rivelazione riguardò l'interpretazione di immagini itifalliche di Ermes-Kadmylos. Secondo Varrone, i simboli rivelati in questa occasione rappresentavano il Cielo e la Terra.

A fronte della rivelazione, che era mantenuta segreta, l'iniziato riceveva la promessa di alcuni privilegi: la speranza in una vita migliore - e in particolare la protezione in mare - e forse, come ad Eleusi, la promessa di una vita felice dopo la morte.

Durante la cerimonia riceveva una sciarpa rossa, annodata attorno alla vita, che costituiva un talismano di protezione. L'anello di ferro esposto al potere divino delle pietre magnetiche è probabilmente un altro simbolo di protezione conferito durante l'iniziazione.

La preparazione all'iniziazione si faceva in una piccola stanza a sud dell'Anaktoron (letteralmente, la Casa dei Signori - pianta, n° 16), una specie di sacrestia dove l'iniziato veniva vestito di bianco e riceveva una lampada.

La myesis aveva poi luogo nell'Anaktoron, una grande sala capace di accogliere la folla dei fedeli già iniziati che assistevano alla cerimonia su banchi disposti lungo i muri. L'aspirante compiva un rito di purificazione in una vasca situata nell'angolo sud-est, poi faceva una libagione agli dei ctonii in una fossa circolare.

Alla fine della cerimonia prendeva posto, seduto, su un palco di legno, rotondo, di fronte alla porta principale, mentre attorno a lui si eseguivano danze rituali. Poi veniva condotto nella stanza a nord, il santuario dove riceveva la rivelazione propriamente detta.

Epopteìa - Santuario dei grandi dei di Samotracia

Santuario dei grandi dei di Samotracia - Indice

 

 

 

 

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