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L'accesso a questo santuario era interdetto a tutti i
non iniziati. Alla fine gli veniva consegnato un
documento che attestava la sua iniziazione ai misteri e
poteva, almeno nell'ultimo periodo del santuario, pagare
per far iscrivere il proprio nome su una lastra
commemorativa posta su un monumento.
Il secondo grado dell'iniziazione era detto epopteìa,
letteralmente, la contemplazione: contrariamente ad
Eleusi, dove tra il primo e il secondo grado doveva
passare un anno, qui esso poteva essere ottenuto
immediatamente dopo la myesis, e non era obbligatorio
per completare il percorso misterico.
In effetti il secondo grado era raggiunto solo da un
piccolo numero di iniziati, il che fa pensare che esso
implicasse condizioni difficili, benché i criteri di
selezione non fossero né economici né sociali. K. Lehman
ritiene che si trattasse di condizioni morali, legate
all'audizione e alla confessione dei peccati che veniva
richiesta al candidato.
Questa audizione sarebbe avvenuta di notte, come
l'insieme dei riti iniziatici, davanti allo Hierón, il
centro dl santuario, (piano, n° 13), dove è stata
ritrovata una base che doveva sorreggere una torcia
gigante. In generale, la scoperta di molte lampade e
supporti da torcia in tutto il sito conferma la natura
notturna dei riti principali.
Dopo l'interrogatorio e l'eventuale assoluzione da
parte dell'officiante, il candidato era introdotto nello
Hieròn, che qui serviva anche da épopteion, dove
procedeva a riti di purificazione e ad un sacrificio su
un'ara situata al centro della cella.
Poi andava a prendere posto sul retro dell'edificio,
di fronte alla sua estremità in forma d'abside, che
tendeva probabilmente a ricordare una grotta. Qui lo
ierofante (letteralmente, "colui che dice il sacro",
cioè l'iniziatore) prendeva posto su un podio
nell'abside, recitava la liturgia e mostrava i simboli
dei misteri.
Epoca Romana - Santuario dei grandi dei di Samotracia
Santuario dei grandi dei di Samotracia - Indice
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