Home Page - Presentazione - News - Notizie Legali - Copyright - Avvertenza Immagini - Mappa Immagini del Sito
Architettura - Arti Minori - Musica - Pittura - Scultura - Grecia Antica - Roma - Storia: Antica - Medioevale - Moderna - Contemporanea

Letteratura - Letteratura Italiana del 200 - 300 - 400 - 500 - 600 - 700 - 800 - 900 - Filosofia - Teatro - Letture

Letteratura Gotica - Letteratura di Fantascienza - Letteratura Fantasy - Letteratura Poliziesca - Scienza e Tecnica
Cinema:
Drammatico - Fantascienza - Gotico - Poliziesco - Recensioni Film - Sport - Varie - Arte Culinaria - Fumetti- Illustrazione

Istituzioni - Città - Regioni - Cine Film Movies - Horror - Thriller,Noir, Poliziesco - Mito e Mistero - Una Immagine Una Storia
Proposte per gli Editori - Risorse Web - in Preparazione - Ricerche Bibliografiche
- Dizionari presenti sul Sito - Piani Operativi di Sviluppo

Epoca Romana - Santuario dei grandi dei di Samotracia - Saggi sui Miti e Misteri

In epoca romana, verso il 200 a.C., l'entrata dello Hieron fu modificata in modo da permettere l'ingresso di vittime per il sacrificio. Fu costruito un parapetto all'interno per proteggere gli spettatori, e nell'abside fu ricavata una cripta.

Queste modifiche servirono a consentire la celebrazione dei Kriobolia e dei Taurobolia della Magna Mater anatolica, introdotti a quell'epoca.

Nei nuovi riti l'iniziato (o forse solo il celebrante, in suo nome) discendeva in una fossa nell'abside, e veniva versato su di lui il sangue degli animali sacrificati, con un rito di natura battesimale.

Al primo impatto la pianta del santuario di Samotracia può apparire confusa: questo è l'effetto della topografia particolarissima del sito, e della successione di diversi programmi edilizi succedutisi in due secoli.

Il santuario occupa in effetti tre terrazze strette, separate da due torrenti incassati, sulle pendici occidentali del monte Hagios Georgios. Si entra da est, dal propileo dovuto a Tolomeo II e chiamato per ciò Ptolémaion (pianta, n° 20), che scavalca il ruscello occidentale facendo da ponte.

Subito ad ovest, sulla prima terrazza, una piazza lastricata e ribassata, a gradini circolari, ospita al centro un altare, e doveva servire da area sacrificale - ma non se ne possono precisare meglio le funzioni.

Un sentiero tortuoso scende verso la terrazza principale, tra i due ruscelli, e lì si trovano i principali monumenti cultuali. Una grande thòlos, l'Arsinoéion o Rotonda di Arsinoe (pianta, n° 15), la più grande sala circolare coperta del mondo greco, con i suoi 20 m di diametro, serviva forse ad accogliere le processioni dei sacri ambasciatori delegati dalle città o dalle associazioni a presenziare alle grandi feste del santuario.

La decorazione di rosette e bucrani (teste di toro ornate di ghirlande, vedi immagine) fa pensare che anche qui potessero avvenire dei sacrifici. La rotonda è stata costruita sopra un edificio più antico di cui restano soltanto le fondazioni.

Proprio allo sbocco del sentiero che porta all'entrata del santuario si trova l'edificio cultuale più grande, l'edificio del Fregio delle danzatrici (pianta, n° 14), a volte chiamato Temenos, perché corrisponde ad una recinzione monumentale che segnava un'area sacrificale molto più antica.

La ricostruzione della sua pianta è notevolmente cambiata nel tempo (si confrontino ad esempio le diverse edizioni della guida archeologica di K. Lehman - la pianta riprodotta qui è quella della 4.a edizione).

Si tratterebbe dunque di un semplice cortile preceduto da un propileo ionico decorato dal celebre fregio delle danzatrici (si veda qui sopra la figura). L'autore potrebbe essere il celebre architetto Scopas.

Hieron - Santuario dei grandi dei di Samotracia

Santuario dei grandi dei di Samotracia - Indice

 

 

 

 

 

argomento seguente