Young Frankenstein (1974) - Frankenstein junior - Regia Mel Brooks - Film dell'Orrore - Horror Movies

Home Page - Presentazione - News - Notizie Legali - Copyright - Avvertenza Immagini - Mappa Immagini del Sito
Architettura - Arti Minori - Musica - Pittura - Scultura - Grecia Antica - Roma - Storia: Antica - Medioevale - Moderna - Contemporanea

Letteratura - Letteratura Italiana del 200 - 300 - 400 - 500 - 600 - 700 - 800 - 900 - Filosofia - Teatro - Letture

Letteratura Gotica - Letteratura di Fantascienza - Letteratura Fantasy - Letteratura Poliziesca - Scienza e Tecnica
Cinema:
Drammatico - Fantascienza - Gotico - Poliziesco - Recensioni Film - Sport - Varie - Arte Culinaria - Fumetti- Illustrazione

Istituzioni - Città - Regioni - Cine Film Movies - Horror - Thriller,Noir, Poliziesco - Mito e Mistero - Una Immagine Una Storia
Proposte per gli Editori - Risorse Web - in Preparazione - Ricerche Bibliografiche
- Dizionari presenti sul Sito - Piani Operativi di Sviluppo

Young Frankenstein (1974) - Frankenstein junior - Regia Mel Brooks - Film dell'Orrore - Horror Movies

Valutazione Pastorale
Accettabile/problematico

da Centro Cattolico Cinematografico -  Segnalazioni Cinematografiche

 

Questo film è una gustosa satira sia dei film dell'orrore — incentrati sul personaggio creato dall'ottocentesca Mary Shelley — sia delle svenevolezze sentimentali del cinema degli anni Trenta, nonché di altre numerose debolezze dell'uomo e della società d'oggi. La suggestiva messa in scena (che si avvale persino degli impianti usati un tempo per il primo film del genere e, inoltre, di tutto il linguaggio del film muto), l'eccellente scelta degli Interpreti (allegramente e adeguatamente impegnati nelle rispettive dissacrazioni), la qualità e l'intelligenza delle zampillanti trovate, collocano l'opera di Brooks nel clima di revisione hollywodiana, affettuosa e ironica al tempo stesso. Per quanto globalmente il film sia uno spettacolo raffinato e fine a se stesso, a ben esaminarlo ne risultano diversi temi degni di considerazione e, in particolare, uno del tutto positivo, affiorante dalla figura del « mostro » assetato d'affetto: il cinema, come la società tecnologica, rifiutando i sentimenti naturali, non fanno che creare delle parvenze d'uomo e le persone singole alla fin fine tendono al cammino inverso, ricercando il quieto vivere e l'appagamento dei sentimenti più connaturali. La ricercatezza tecnica, la densità dottrinale e la presenza di allusioni o espressioni volgari, fanno sì che il lavoro sia tipicamente rivolto agli adulti.

 

Cast