Valutazione Pastorale
Accettabile/problematico
da Centro Cattolico Cinematografico
- Segnalazioni Cinematografiche
Questo film è una
gustosa satira sia dei film dell'orrore — incentrati sul personaggio
creato dall'ottocentesca Mary Shelley — sia delle svenevolezze
sentimentali del cinema degli anni Trenta, nonché di altre numerose
debolezze dell'uomo e della società d'oggi. La suggestiva messa in
scena (che si avvale persino degli impianti usati un tempo per il
primo film del genere e, inoltre, di tutto il linguaggio del film
muto), l'eccellente scelta degli Interpreti (allegramente e
adeguatamente impegnati nelle rispettive dissacrazioni), la qualità
e l'intelligenza delle zampillanti trovate, collocano l'opera di
Brooks nel clima di revisione hollywodiana, affettuosa e ironica al
tempo stesso. Per quanto globalmente il film sia uno spettacolo
raffinato e fine a se stesso, a ben esaminarlo ne risultano diversi
temi degni di considerazione e, in particolare, uno del tutto
positivo, affiorante dalla figura del « mostro » assetato d'affetto:
il cinema, come la società tecnologica, rifiutando i sentimenti
naturali, non fanno che creare delle parvenze d'uomo e le persone
singole alla fin fine tendono al cammino inverso, ricercando il
quieto vivere e l'appagamento dei sentimenti più connaturali. La
ricercatezza tecnica, la densità dottrinale e la presenza di
allusioni o espressioni volgari, fanno sì che il lavoro sia
tipicamente rivolto agli adulti.
Cast