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Insomma
bisognava dalla declinazione passare all'uso degli
articoli e delle preposizioni articolate. Dall'altro
lato la lingua latina si arricchiva.
Le invasioni barbariche avevano portato modi
nuovi di combattere, armi nuove, nuove difese, nuove
formazioni militari.
E naturale che le voci che stavano
a indicare queste concezioni nuove, questi nuovi
oggetti, venissero dunque dalle lingue germaniche
degli invasori.
S'era trasformata anche la
civiltà; che da cittadina era diventata rusticana,
che da repubblicana o imperiale era diventata feudale.
Si viveva nei castelli, dove la vita
era tutta diversa
da quella che poteva vivere un Romano nel suo
palazzo. Dunque anche qui nuovi rapporti, nuovi
utensili, nuovi strumenti: e quindi parole nuove.
Infine la religione
cristiana aveva modificato profondamente la
filosofia, la morale, le credenze, le leggende, tutto.

Cicerone
E
il vecchio latino di Cicerone non era più
sufficiente ad esprimere tante idee nuove, tante nuove
esigenze della vita.
Per queste ragioni in tutti
quei paesi dove la lingua latina era diventata
la lingua ufficiale, per esempio, oltre l'Italia,
la Spagna, la Francia, la Romania, sorsero lingue
nuove, che derivavano direttamente dal latino,
e anzi non erano altro che il latino corrotto e
modificato come sopra si è detto.
Queste lingue si
chiamano neo-latine o romanze (cioè al modo dei
Romani), e sono: l'italiano, il francese, il
provenzale, il catalano, lo spagnolo, il portoghese, il
rumeno, il latino.
Alcune di queste lingue, come per esempio il provenzale
e il francese, compaiono assai presto nell'uso
letterario.
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