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Il Romanzo di Lancillotto - Storia della Letteratura Italiana - Sintesi

Naturale che l'arte, che è un lusso, sorgesse prima che altrove in questa nazione; e la Francia infatti ebbe le sue cattedrali meravigliose e i suoi meravigliosi poemi.

 

Inoltre la storia delle letterature moderne europee non è altro che la storia della lotta della nuova civiltà e della nuova cultura formatasi dopo le invasioni barbariche per svincolarsi dalla civiltà e dalla cultura classica e creare una letteratura indipendente affatto dalle letterature greca e romana.

 

Ora è naturale, per le ragioni anzidette, della romanità più radicata in Italia che altrove, che in Italia questa formazione di uno spirito nuovo e indipendente avesse un processo più lento e meno spontaneo.

 

Il fatto è che la letteratura francese era largamente penetrata in Italia, sia nella lingua originale, sia in traduzioni; e altrettanto era penetrata la letteratura provenzale, questa anche importata dai trovatori provenzali, che, data la vicinanza della Provenza all'Italia, venivano alle Corti italiane, largamente invitati dai signori. Francesca da Rimini leggeva con Paolo Malatesta il romanzo di Lancillotto.

 

A sua somiglianza altre castellane leggevano parimenti altri romanzi francesi. Il popolo ascoltava con piacere le fantasiose avventure dei paladini di Carlomagno, che i cantastorie e i giullari andavano raccontando loro in rifacimenti spesso burleschi e satirici, in quanto agli amori e agli eroismi, ma fedelissimi ai testi per quel che riguardava la serietà da accordare alle storielle di maghi, di streghe, di incantatrici, di castelli fatati, ecc.

 

 

I poeti provenzali erano disputati da Corte a Corte, e trovavano facili applausi tra le belle castellane nostre, nei nostri castelli.

 

Naturale pertanto che i primi poeti nostri cercassero di procurarsi quegli stessi applausi, imitando quei poeti, le loro canzoni, i loro poemi, i loro romanzi.

 

 

 

argomento seguente

Letteratura medievale - Storia della Letteratura Italiana - Sintesi