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Eppure se vincete questa prima impressione,
restate piacevolmente sorpresi dalla freschezza, dalla
vivacità, dalla nitidezza dei particolari, dalla meravigliosa perfezione raggiunta in particolari minimi, a cui appena si bada.
Anche nei poemi, come
nella cattedrale gotica, la massa marmorea si scompone
in una spuma iridata di merletti e di ricami.
L'ingenuità stessa dell'espressione aggiunge una
nuova
grazia all'opera; e sentite subito che non siete
dinanzi a un letterato che ripeta i modelli antichi, ma
a un temperamento schietto di poeta che scrive per
una
profonda necessità dell'anima sua.
Sono infatti poeti
che raramente si danno la briga di farvi sapere il loro
nome, che non aspirano alla gloria letteraria: la loro
arte è per essi un godimento intimo, un'opera di
santificazione, una missione divina di cui si sentono
investiti.
La fede, l'aspirazione costante verso qualche
cosa che sorpassi la meschinità umana, verso il Cielo,
verso l'Infinito; le torture angosciose dell'anima per
dar corpo alle pure astrazioni della mente: ecco
la
vera forza, la vera unità, la vera grandezza della
letteratura medievale.
Tali caratteristiche si ritrovano specialmente nei
grandi capolavori delle letterature francesi e tedesca;
ma se ne vedono le tracce anche nelle opere della
letteratura italiana, sebbene qui esse siano in unione
con altre caratteristiche derivate pialla speciale
tradizione italiana, e anche dall'influsso più palese
delle letterature classiche, qui sempre operante.
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