Home Page - Presentazione - News - Notizie Legali - Copyright - Avvertenza Immagini - Mappa Immagini del Sito
Architettura - Arti Minori - Musica - Pittura - Scultura - Grecia Antica - Roma - Storia: Antica - Medioevale - Moderna - Contemporanea

Letteratura - Letteratura Italiana del 200 - 300 - 400 - 500 - 600 - 700 - 800 - 900 - Filosofia - Teatro - Letture

Letteratura Gotica - Letteratura di Fantascienza - Letteratura Fantasy - Letteratura Poliziesca - Scienza e Tecnica
Cinema:
Drammatico - Fantascienza - Gotico - Poliziesco - Recensioni Film - Sport - Varie - Arte Culinaria - Fumetti- Illustrazione

Istituzioni - Città - Regioni - Cine Film Movies - Horror - Thriller,Noir, Poliziesco - Mito e Mistero - Una Immagine Una Storia
Proposte per gli Editori - Risorse Web - in Preparazione - Ricerche Bibliografiche
- Dizionari presenti sul Sito - Piani Operativi di Sviluppo

Poesia popolare - Storia della Letteratura Italiana - Sintesi

Poesia popolare, per lo più di contenuto comico, è quella di alcuni rimatori toscani di quella epoca, tra cui ricorderemo Folgore da San Gemignano, Forese Donati, Cecco Angiolieri da Siena.

 

Ma gli stessi artisti e poeti dotti, aulici, aristocratici, non potevano a lungo restare nell'imitazione provenzale, tanto dissonante dalla nostra vera natura.

 

Ed ecco che a Bologna, sede ufficiale per tutta l'Europa della scienza e del diritto, un professore appunto dello Studio, cioè dell'Università, Guido Guinizelli, mente speculativa e sdegnosa dei luoghi comuni, fonda la scuola poetica del Dolce stil nuovo, il cui ideale doveva essere di far della poesia un mezzo per divulgare le verità filosofiche, politiche, scientifiche, religiose, creando così una coscienza poetica libera da influssi stranieri e prettamente italiana negli spiriti.

 

Questa poetica da Bologna si diffuse nella Toscana, dove trovò poeti di gran merito tra i suoi ardenti seguaci: basti ricordare Lapo Gianni, Dino Frescobaldi, Guido Cavalcanti (1255-1300), Cino da Pistoia e maggiore di tutti Dante Alighieri (1265-1321), il quale ultimo era destinato a ben altro volo, di ben altra importanza, come quegli che conchiuse e riassunse meravigliosamente nell'opera sua maggiore, la Divina Commedia, tutta la letteratura e poesia medievale, e tutta la vita medievale, mille anni cioè di fede, di dolori, di turbinose vicende, e di più turbinose passioni.

 

Dante Alighieri era appena morto, ed ecco sorgere un altro grande poeta, Francesco Petrarca (1304-1374), un altro grande prosatore, Giovanni Boccaccio (1313-I375)

 

Giovanni Boccaccio

 

Questi due scrittori però già segnano un altro momento nella storia letteraria: la loro opera non è già più medievale come quella di Dante; in essa spira un'aria nuova, una più profonda vita nazionale, un culto più amoroso della forma, uno spirito quasi di primavera, é di liberazione dagli angusti schemi, rigidi e freddi, dell'arte gotica.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

argomento seguente

Petrarca, lo spirito nuovo - Storia della Letteratura Italiana - Sintesi