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Letteratura Rinascimentale: Vittorino da Feltre e altri - Storia della Letteratura Italiana - Sintesi

C'era nell'ideale di costoro una profonda passione, che spesse volte arrivò quasi al delirio, e fece sperare cose addirittura impossibili, come era per esempio il ritorno puro e semplice al paganesimo.

 

Ad ogni modo, era una nobile passione, che trovava rispondenze nel popolo, in cui era ancora profondamente radicata la tradizione romana e cioè il culto della potenza di Roma, anche come espressione di gloria patria, come amore del nostro paese.

 

Non ricorderemo i nomi di tutti costoro ma citeremo i principali: Coluccio Salutati, Niccolò Niccoli, Leonardo Bruni, Francesco Filelfo, Vittorino da Feltre, Pico della Mirandola, Lorenzo Valla, Pomponio Leto.


L'opera di costoro in genere è morta: il fatto stesso che essi scrissero in latino, lingua ormai condannata a essere fuori della vita, li obbligò a temi e a materia d'arte che non potevano esser vitali ; essi inoltre si curarono più di imitare bene i classici, che di avere una concezione propria e una propria personalità artistica.

 

Ma questa opera ebbe una grande influenza sugli artisti contemporanei e anche sui poeti e scrittori che restarono fedeli al volgare. Ormai non era più possibile la trascuratezza e l'ingenuità stilistica dei trecentisti.

 

Lo stile dovette esser curato, limato, polito, sfaccettato, reso atto ad esprimere ogni cosa più difficile e rara.

 

Lo studio dei modelli greci e latini non poteva essere senza influenza anche sugli scrittori che volevano mantenersi più lontani dalla ispirazione classica.

 

Costoro, cresciuti a una piena maturità intellettuale, con un senso esatto della proporzione, della prospettiva, con un quadrato buon gusto, con una cultura non più capricciosa e saltuaria come per esempio quella di Dante, ma solida e sistematica, si sentivano infastiditi delle puerilità di concezione medievale, delle dissonanze, della rozzezza primitiva, e preferivano una poesia senza sorprese ma più regolare e omogenea, più profonda nel pensiero, più castigata nelle forme.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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