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Scrittore tutto amabile e piano è Gaspare Gozzi
(1713-1786) nell'Osservatore, incarnando il modello del
giornalista
ideale; dando una galleria di ritratti morali, di
novellette, di apologhi, di aneddoti, di osservazioni di
ogni genere.
Bisogno di verità e di vita vera urgeva
la
fantasia di Carlo Goldoni (1707-1793) quando di fronte
alla crollante baracca delle maschere innalzava il suo
teatro, specchio d'anime e di costumi.
La frenesia della
libertà, il sentimento patrio, la brama di sentire e di
vivere eroicamente spingevano l'astigiano Vittorio
Alfieri (1749-1803), a scrivere le sue tragedie che
prepararono la coscienza nazionale.

Vittorio Alfieri
Scoppiava intanto in Francia la terribile Rivoluzione
che ebbe anche tra noi strascichi ed echi.
Dalla vita
felice e superficiale del Settecento l'uomo fu gettato
improvvisamente negli orrori delle sommosse, delle
guerre, dei più inauditi
sacrifìci.
Le forti commozioni, le ansie, le sventure, educando gli uomini alla scuola delle sofferenze, li hanno
avvezzati a una grande sincerità, hanno dato loro un
nuovo bisogno d'amore, di sacrificio, di fede.
Tutto il
sangue versato nelle sommosse, sui patiboli, nei campi
di battaglia, ha rigenerato come in un battesimo di
sangue la povera umanità.
Cospirazioni, prigionie,
martiri, la vita generosamente donata per un ideale:
tutta la prima metà dell'Ottocento è caratterizzata da
questo slancio, da questo bisogno di consacrarsi a
qualcuno o a qualche cosa.
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