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Più
vicino al movimento romantico fu il Foscolo (1778-1827),
specie nel romanzo Le ultime lettere di Jacopo Ortis, e
anche un po' nei Sepolcri, sebbene la venustà greca dia
grazia e dolcezza infinita ai suoi versi.

Ugo Foscolo
Avverso anche
lui ai romantici, ma non ostante ciò modernissimo e
profondamente romantico nella sostanza della sua poesia,
è il recanatese Giacomo Leopardi (1798-1837) forse
il
maggior lirico che vanti l'Italia.

Giacomo Leopardi
Egli derivava le sue
ispirazioni dal proprio intimo; ed è in ciò che possiamo
dirlo romantico; sebbene poi per la forma derivasse dai
Greci, che egli però aveva studiato e interpretato non
già con la falsa idea che ne avevano gli scrittori
latini, ma liberamente, tanto che gli autori greci
interpretati così possono chiamarsi in fin dei conti
romantici, se si bada al sopravvento che accordavano
nella poesia alla fantasia e anche a una certa
profondità di psicologia.
Romantica, veramente romantica, è la generazione che viene dopo: tra cui rammenteremo
Goffredo Mameli,
genovese caduto eroicamente nella difesa di Roma
repubblicana nel 1849.
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