|
Altri poeti di questa scuola sono Giovanni Marradi,
livornese, famoso per le sue Rapsodie garibaldine piene
di slancio eroico bene adeguato al soggetto; Guido Mazzoni (1859) fiorentino; Severino Ferrari (1856-1905),
di Alberino, che nelle sue poesie e nel Mago ha una
schietta intonazione popolaresca; Olindo Guerrini, più
noto sotto lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti,
romagnolo, verseggiatore audace e arguto; Mario Rapisardi, che scrisse
lunghi poemi ispirati a Lucrezio
e a Shelley; Enrico Panzacchi, bolognese, poeta e
critico; la poetessa Vittoria Aganoor Pompili
(1855-1910).
Altri poeti e scrittori di questo tempo che non possono
riallacciarsi alla scuola carducciana, e hanno una
loro
personalità ben distinta da quello dei neoclassici, sono
Giacomo Zanella (1820-1889), sacerdote vicentino che in
bei versi riuscì a fondere il sentimento religioso con
la verità scientifica; Arturo Graf (1848-19I3), che in
molti volumi di poesie e specie nelle Rime della selva
mostra un senso profondissimo della natura; Renato
Fucini (1843-1920) scrittore di saporitissimi bozzetti
di carattere popolaresco, vivaci, graziosissimi; G. A.
Cesareo (n. 1861) messinese, che ha versi profondi di
pensiero; e, maggiore di tutti, il poeta Guido Gozzano,
piemontese, che ha segnato un'orma tutta personale nella
sua poesia crepuscolare, come fu chiamata, che canta le
piccole cose e la infinita malinconia del tragico
quotidiano; Giovanni Verga (1840-1922) di Catania, che
in bellissime novelle, e nel romanzo dei Malavoglia
portò il realismo italiano alla sua massima espressione
d'arte; Antonio Fogazzaro (1842-1909) che in
Piccolo
mondo antico ha scritto forse il più bel romanzo
italiano dell'800, e in altri romanzi gli ha dato
degni fratelli (Daniele Cortis, Malombra, Il mistero del
poeta); e Edmondo De Amicis (1846-1908) di
Oneglia,
scrittore e più specialmente descrittore mirabile nei
Bozzetti militari, nei libri di viaggi, e soprattutto
nel Cuore, che è il più bel libro italiano per
l'infanzia.
|