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Il primo poeta dell'Umanesimo,
l'esponente più insigne della lirica amorosa di ogni
tempo. Nacque dal notaio Petracco, bandito da
Firenze con Dante dopo il trionfo dei
guelfi di parte nera, e da Eletta Canigiani
sua moglie.
Il suo nome sarebbe stato
dunque Francesco Petracchi, ma egli lo latinizzò
più tardi in Petrarca, quasi a significare area
di pietra. Fanciullo visse all'Incisa, in
Valdarno, e a Pisa, ma, fra il 1310 e
il 1313, fu condotto dal padre ad Avignone.
A Carpentras, in
Provenza, fece gli studi di grammatica sotto la
guida di Convenevole da Prato. A Montpellier
e a Bologna, dove si recò col minor fratello
Gherardo, iniziò e compì gli studi giuridici,
seguendo il desiderio del padre che voleva far di lui un
giureconsulto e avversò le sue tendenze letterarie fino
a bruciargli i testi classici.
Dopo la morte di
Petracco, nel 1326 Francesco tornò ad
Avignone e, per necessità di vita, vestì come il
fratello l'abito ecclesiastico; ma non andò più in là
degli ordini minori, che vera vocazione non c'era. Aveva
ventitré anni quando vide la bellissima Laura de
Noves, già sposa di Ugo de Sade, e subito
cominciò in lui quella passione che doveva rimanere
centrale nella sua vita e ispirare la sua opera
maggiore.
Ad Avignone,
intanto, era entrato nella familiarità del vescovo
Giacomo Colonna e del cardinale Giovanni suo
fratello, e la loro protezione gli valse un onorevole
impiego presso la Corte di Giovanni XXII e
missioni importanti che lo condussero in Guascogna,
nelle Fiandre e in Germania.
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