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APOCALISSE
Deriva da una parola greca che vuol dire
rivelazione. Fra i molteplici scritti ebraici
o cristiani che passano sotto questo nome, quasi
tutti apocrifi, cioè attribuiti falsamente a personalità
che non li ebbero mai a scrivere (come quella di
Baruch, di Esdra, di San Pietro, di
San Tomaso, di Santo Stefano, ecc.), la più
celebre è quella di S. Giovanni Apostolo.
Costituisce l'ultimo libro del Nuovo Testamento.
È diviso in ventidue capitoli: e vi si descrivono
sette visioni.
Nell'Apocalisse San Giovanni narra i
misteri a lui rivelati da Dio (trionfo
della Chiesa, depravazioni, castighi, premi, sino
alla fine del mondo).
La Gran Bestia, l'Anticristo, e la
Grande Babilonia, delle quali vi si parla, hanno
fatto pensare a Roma pagana ed a Nerone, il nome
del quale sarebbe designato misteriosamente nel
numero famoso 666 detto numero apocalittico.
La Chiesa Cattolica e numerose sètte
protestanti ritengono questo scritto opera dell'Apostolo
San Giovanni, scritta durante l'esilio di Patmo.
Anche la critica moderna è generalmente di
questa opinione. Testamento non riconosciuti come
autentici, cioè non ritenuti di ispirazione divina.
Gli ebrei ed i protestanti, ad esempio,
respingono tra gli altri, come apocrifi, i
libri di Tobia e di Giuditta; per la Chiesta
romana sono assai numerosi i Vangeli apocrifi,
i quali si sogliono raggruppare in due classi,
quelli dominatici che narrano, come i sinottici,
la intera vita di Gesù, e quelli leggendari,
riguardanti solo alcuni episodi: essi ebbero grande
influenza nei primi secoli del cristianesimo e
molti racconti dei vangeli apocrifi sono divenuti
popolari.
Accanto ai Vangeli la storia, specialmente
dell'alto Medio Evo, ricorda numerosi
documenti apocrifi, così quello sul quale si fondava
la remota origine del potere temporale dei papi,
cioè una pretesa donazione di Costantino alla Chiesa
romana, impugnata prima da Dante, poi, nel
Rinascimento, da Lorenzo Valla; la storia della
falsificazione dei documenti pubblici, quali ad
esempio le False Decretali, riguarda più
specialmente la diplomatica, o arte d'interpretare i
documenti del passato.
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