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La musica consiste nella combinazione dei
suoni, distinti con le loro qualità di altezza,
intensità, durata e timbro, in una serie alla quale
dà unità un alternarsi regolare di accenti forti
e di accenti deboli (ritmo, metro),
insieme con una costante velocità nell'emissione
(tempo).
La scala, a base d'ogni sistema musicale,
è la serie dei suoni disposti secondo la loro
altezza. Essa consta di otto suoni, congiunti
tra di loro da un rapporto matematicamente fisso; l'ottava
è la ripetizione del primo, l'altezza doppia.

La distanza che è tra un suono ed un altro, si
chiama intervallo, e può essere di un tono
o d'un semitono; il valore dei toni e dei
semitoni si esprime aritmeticamente in numeri
interi o frazionari, con un procedimento di cui sarebbe
qui troppo lungo dare anche un saggio. Rinunziamo ad
esporre i sistemi musicali dell'antichità e del Medio
Evo, troppo complicati.
Il sistema moderno, iniziato da Guido d'Arezzo
(n. 995 - m. 1050) e perfezionatosi nel Rinascimento,
per opera di teorici specialmente italiani tra i
quali ricordiamo il più illustre, Giuseppe Zarlino
(n. 1517 - m. 1590), è il seguente:
La scala tipo, così detta naturale, di do,
procede in quest'ordine: do, re, mi, fa, sol, la, si,
do. Tra mi e fa e tra si e do, cioè al terzo e al
settimo intervallo, abbiamo un semitono; tutti gli altri
sono toni.
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