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Storia dell'Italia Contemporanea
Gli
avvenimenti posteriori sono ancora troppo recenti perchè su di essi lo storico possa pronunziare un giudizio sereno e spassionato. Basterà quindi accennarli sommariamente, quasi cronologicamente: nel
1876, al Partito conservatore, detto di Destra, successe al
potere quello liberale detto di Sinistra. Il 9 gennaio 1878 morì
il primo re d'Italia, e gli successe il figlio Umberto, spento da
mano anarchica il 29 luglio 1900, per cui la corona venne assunta dal figlio
Vittorio Emanuele III.
Umberto tenne fede all'alleanza con le Potenze
Centrali. Sul principio del 1885, con la occupazione della città insulare di Massaua, ebbe sviluppo più notevole
la politica detta coloniale, iniziata con l'acquisto della Baja d'Assab. Quella occupazione suscitò
i sospetti della vicina Abissinia, il cui Negus ci si mostrò apertamente ostile.
Il disastro di Dogali (26 gennaio 1887), la spedizione del generale San Marzano (1887-8),
il trattato di Uccialli, la occupazione di Keren e dell'Asinara (1889),
la vittoria del colonello Arimondi ad Agordat (1892), la presa di Cassala (1894),
la vittoria di Coatit (1895), e il combattimento di Amba-Alagi, la resa di Makallé
e la disfatta di Abba-Garima (1896) sono le fasi più importanti di cotesta impresa, esaltata dagli uni,
maledetta dagli altri, benché con il passare degli anni la Colonia andò a poco a poco sviluppandosi sotto un Governatore civile entro una linea di confine più modesta di quella a cui da principio si agognava.
Non va passata sotto silenzio la proclamazione del protettorato Italiano sul sultanato di Obbia e sulla
costa dei Somali (1888), che andò ampliandosi man mano oltre la foce del Giuba; né
la rinnovazione (1896) del Trattato di commercio con la Francia dalla quale una grande freddezza ci allontanava, dopo che essa (1881) ebbe imposto
il suo protettorato della Tunisia.
Assassinio Umberto I - Storia dell'Italia Contemporanea
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