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Assassinio Umberto I - Storia dell'Italia Contemporanea

Assassinio Umberto I

 

L'elezione della 21.a legislatura (aperta il 16 giugno 1900) fu seguita dalle dimissioni del ministero Pelloux che, da oltre un anno, lottava aspramente contro l'opposizione della sinistra, manifestatasi con l'ostruzionismo alla Camera e con vive agitazioni nel paese.

 

Il 24 giugno fu costituito il ministero Saracco, sotto il quale avvenne l'assassinio di Umberto I, a Monza (29 luglio). Vittorio Emanuele III, conservò al potere l'ex-presidente del Senato. Il proclama del giovane sovrano, l'atteggiamento assunto dal governo verso le potenze alleate ed amiche, autorizzarono le migliori speranze nella politica interna e nella politica internazionale.

 

Il 21 gennaio 1901 le nostre truppe, che si erano recate in Cina, con quelle russe, tedesche, francesi, inglesi, giapponesi e nordamericane, per vendicare i massacri di Pechino e le crudeltà commesse dalle truppe regolari ed irregolari cinesi (Boxers) sugli stranieri e sugli indigeni convertiti al cristianesimo, occuparono la concessione di Tien-Tsin, sulla sinistra del fiume Pei-ho.

 

Il 6 febbraio 1901, il Ministero Saracco cade alla Camera e viene chiamato al potere l'On. Zanardelli (15 febbraio), il quale manifestò tendenze liberali ed ebbe l'appoggio della Sinistra, sebbene il ministro degli esteri, On. Prinetti, appartenesse alla Destra. Il Ministero Zanardelli, rimasto in carica sino al 21 ottobre 1903, fece un lavoro molto proficuo, che determinò una considerevole floridezza economica e commerciale.

 

Vennero votate buone leggi sul lavoro delle donne e dei fanciulli, sugli infortuni degli Operai, e sulla municipalizzazione dei servizi pubblici. Vittorio Emanuele III visitò Torino, Milano e Venezia, acquistandosi ovunque molta simpatia, specialmente nelle classi popolari. Gli aiuti accordati dal governo alle popolazioni agricole, la felice soluzione degli scioperi di Genova, i tentativi fatti per una conciliazione fra capitale e lavoro, tolsero ai socialisti più spinti qualsiasi serio pretesto per una forte opposizione. 

 

Vittorio Emanuele III - Storia dell'Italia Contemporanea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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