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La rinnovazione della Triplice per cinque anni non impedì il mantenimento dei
buoni rapporti italo-francesi e la cordialità della visita dei sovrani a Pietrogrado. I primi ostacoli furono incontrati dal
Ministero all'inizio del 1903, per decisa opposizione dei cattolici alla progettata istituzione del divorzio
(ancora una volta la Chiesa interveniva negli affari interni italiani), per
lo sciopero dei tipografi che fece restare Roma per ben tre giorni col solo
Popolo Romano, per lo scioglimento, da parte degli Austriaci, dell'Unione Zaratina, e per le grandi dimostrazioni irredentiste ed antiministeriali che ne seguirono.
Le visite del Re d'Inghilterra e dell'Imperatore di Germania (aprile e maggio 1903) non si effettuarono in
uno dei migliori momenti del Ministero. La campagna di Enrico Ferri contro l'amministrazione della marina determinò
le dimissioni del Ministro Bettolo e suscitò una infinità di polemiche che non accennano a calmarsi neppure per il realizzarsi di importanti eventi, quali
la morte di Leone XIII e l'elezione di Pio X (4 agosto).
L'agitazione dei socialisti contro
la progettata visita dello Zar contribuì non poco alle dimissioni del Ministero (21 ottobre). L'On. Zanardelli fu sostituito dall'On. Giolitti il quale non si scoraggiò per
gli attacchi della stampa al Ministro Rosano.
Dopo
il suicidio dell'inesperto uomo di Stato (ve lo immaginate oggi un
ministro che si suicida per lo scandalo?), diede il portafoglio delle Finanze all'On. Luzzatti e concluse un buon accordo colla
Francia per la linea Corvi-Ventimiglia.
La situazione finanziaria del paese era molto soddisfacente:
il bilancio si chiuse infatti con un avanzo di 69 milioni. Fu quindi possibile costruire due nuove corazzate,
la «Vittorio Emanuele III» e la «Regina Elena» e provvedere ai
più urgenti bisogni dell'esercito. Il concentramento di truppe austriache nel
Trentino e nell'Istria fece sorgere gravi preoccupazioni che sembrarono eliminate coll'accordo per il mantenimento dello
statu quo nei Balcani.
Le calorose dimostrazioni al Presidente della Repubblica francese a Roma, consolidarono
l'accordo d'arbitrato franco-Italiano, firmato nel dicembre del 1903. Furono pure migliorati
i rapporti colla Santa Sede (meglio sarebbe stato il contrario). Il cardinale Svampa partecipò ufficialmente
al ricevimento del Re a Bologna, i missionari Italiani ebbero molte
facilitazioni per l'esercizio del loro ministero, specie dopo la rottura fra il Vaticano e la Francia.
La
sgradita ingerenza della Chiesa - Storia dell'Italia
Contemporanea
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