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Processo Nasi
Nello stesso mese venne definito
il processo Nasi, colla condanna dell'ex-ministro (rinviato dalla Camera all'Alta Corte di Giustizia il 25 giugno 1907 ed arrestato, nonostante le violenti proteste di tutta la Sicilia, il 17 luglio) ad undici mesi di carcere.
Lo sciopero generale di 24 ore
proclamato a Roma per gli incidenti dinanzi all'Ambasciata di Austria il 3 aprile e
le agitazioni economiche che si ebbero nel Parmense, nelle Puglie e nelle Calabrie, passarono in seconda linea di fronte al catastrofico terremoto che distrusse
Reggio e Messina (28 dicembre 1908) I Sovrani si recarono immediatamente in mezzo
alle macerie e tutti gli Italiani iniziarono una nobile gara per soccorrere i fratelli colpiti dall'immane disastro.
Anche
le prove di solidarietà pervenuteci da tutte le principali nazioni del mondo furono abbastanza significative. Nell'aprile ebbe luogo una dimostrazione navale nell'Egeo per indurre la Turchia a permettere l'apertura di nuovi uffici postali Italiani in diverse città ottomane. La
Porta all'arrivo della nostra imponente squadra, composta di quattro divisioni, non esitò a cedere (20 aprile).
La concessione all'Austria della ferrovia di Novi Bazar e l'annessione della Bosnia-Erzegovina (ottobre 1908) mise in serio pericolo
la Triplice e la pace europea. Gli On. Fortis e Barzilai reclamarono alla
Camera (1.° dicembre) una politica energica contro le prepotenze austriache, dimostrando che la annessione violava
il Trattato di Berlino.
Il governo, nonostante questa provocazione e le risse fra
gli studenti austriaci ed Italiani per la questione della tanto promessa e mai accordata
Università Italiana a Trieste, non credette ancor giunto il momento di agire coi mezzi estremi.
Il ministro Tittoni difese il suo atteggiamento alla Camera ed al Senato e, dopo esauriente spiegazione,
la linea di condotta del Governo fu approvata dalla Camera dei deputati con 297 voti contro 140.
Facoltà universitaria autonoma a Vienna - Storia
dell'Italia Contemporanea
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