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La Riforma del Senato - Storia dell'Italia Contemporanea

La Riforma del Senato

 

La breve durata del Ministero non gli permise di affrontare e risolvere molti problemi. Il Gabinetto Sonnino cadde durante la discussione del progetto Bettolo per le convenzioni marittime, nello stesso giorno in cui giunse a Roma il Cancelliere germanico Bethmann Hollweg, il quale fu ricevuto al Quirinale ed in Vaticano e, dato « i legami di cordialità e di fiducia » che univano la Germania e l'Italia, fu insignito del Collare dell'Annunziata.

 

Il Gabinetto presieduto dall'On. Luzzatti — rimasto in carica dal 31 marzo 1910 al 31 marzo 1911 riuscì a risolvere definitivamente il complicato problema delle convenzioni marittime (28 maggio); affrontò due questioni molto scabrose — la riforma del Senato e la elettorale — e concretò il programma dei solenni festeggiamenti per la commemorazione del 50° anniversario della proclamazione del Regno d'Italia.

 

La riforma del Senato fu discussa nel novembre in base alla relazione del senatore Arcoleo che fissava il numero dei senatori a 350 dei quali appena 90 potevano essere di nomina regia ma non fu convertita in legge. La riforma elettorale determinò la caduta del Ministero prima che fosse esaurita la riforma del Senato.

 

I radicali votarono in grande maggioranza per il rinvio della progettata estensione del suffragio: i ministri radicali Sacchi e Credaro credettero di non poter più rimanere in carica e le loro dimissioni furono seguite da quelle dell'intero Gabinetto (venti marzo). Sotto il ministero Luzzatti si verificarono pure i primi incidenti libici che indicarono la necessità dell'occupazione della nostra nuova colonia; si migliorarono i nostri rapporti cogli Stati Uniti colla visita di Roosevelt a Roma (4 aprile) e coll'Argentina, ove Ferdinando Martini rappresentò il governo alle feste centenarie; si fecero, buone trattative colla Missione turca e cinese venute in Italia (27 maggio e 9 luglio) per stabilire nuovi accordi commerciali. I nostri Sovrani si recarono alle feste per l'elevazione a Re di Nicola del Montenegro (28 agosto) e ricevettero a Racconigi (30 settembre) il conte di Aerenthal recante una lettera autografa di Francesco Giuseppe, il quale il 30 ottobre, affermò alle Delegazioni che l'alleanza coll'Italia era «più salda e più intima».

 

Il 9 febbraio 1911, quattro giorni prima della visita di Re Pietro di Serbia a Roma, la Commissione del bilancio viennese, prometteva la sede provvisoria dell'Università Italiana a Vienna per quattro anni.

 

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