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Inchiesta agraria nel Mezzogiorno
Il programma dell'On. Giolitti, succeduto all'On. Luzzatti, fu giudicato degno di quell'anno,
memorabile per le cerimonie patriottiche, iniziate colla solenne commemorazione fatta dal
Governo e dal Parlamento il 17 febbraio. Il Presidente del Consiglio
dichiarava che « l'elevazione del quarto stato a più alto grado di civiltà » era « il problema più urgente non solamente per ragioni di giustizia e di difesa sociale, ma anche dal punto di vista economico » dimostrava
la necessità del suffragio universale e del monopolio delle assicurazioni sulla vita e sosteneva
legittimo l'appoggio dei socialisti.
Il governo prendeva quindi importanti provvedimenti per la scuola primaria, per
il riordinamento ferroviario, per provvedere l'acqua potabile ai Comuni, per
la sistemazione dei bacini montani, il demanio forestale, la produzione zootecnica, e per migliorare
l'agricoltura tenendo conto dei risultati dell'inchiesta agraria nel Mezzogiorno.
L'Italia, anche per le pressioni del
nuovo partito nazionalista, iniziò una politica estera più energica, tendente a tutelare meglio i
più vitali interessi nel mondo. Il congresso degli Italiani all'estero dimostrò
la necessità di stipulare buoni contratti di lavoro coi paesi
che accolgono la maggior parte della nostra emigrazione, ed accordi tendenti a facilitare ai nostri emigrati gli scambi colla madre patria e l'acquisto di piccole proprietà coloniche.
In seguito ad un incidente sanitario coll'Argentina proibì l'emigrazione in quella Repubblica, fece valere
i diritti della nazione verso la Germania nelle questioni sorte per
la carta di legittimazione; la deficiente tutela dei nostri consoli onorari;
la ritenuta dei passaporti e le tasse imposte ai nostri connazionali emigrati nell'Impero; migliorò le sorti della
Somalia e dell'Eritrea; intraprese la guerra per la conquista della Libia
e superò felicemente tutti gli ostacoli sorti per l'incidente del Chartage e del Manouba e per tutte le altre
manifestazioni di gelosia che non mancarono, non solo nelle nazioni amiche, ma anche in quelle alleate.
L'attività parlamentare fu relativamente limitata nel
1912. La Camera ed il Senato ebbero parole di plauso per i combattenti; presero i provvedimenti necessari per accrescere
l'efficienza delle nostre forze militari; per provvedere alle
sorti degli espulsi dalla Turchia; ratificarono con sollecitudine, ed a grandissima maggioranza la pace conclusa a Losanna il 18 ottobre.
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