| Un cielo di piombo su una terra grigia di (fango e
di nebbia. In lontananza una lieve ombra color di cenere
fra fila di alberi stroncati segna le linee tedesche
della fronte di battaglia nell'angolo più occidentale
del Belgio.
Più presso, mucchi di terra e sacchi di sabbia si
elevano a metà altezza d'uomo, dalla fanghiglia e
dall'acqua, la sola difesa del piccolo esercito belga.
Dietro a uno di questi ripari, su una specie di ponte di
tavole, un gruppo di soldati nelle loro uniformi
infangate. Uno di essi, che sovrasta gli altri di tutta
la testa, zoppica leggermente, per una ferita. La scena
muta ; altra visione.
Eccoci a Bruxelles, il 22 novembre 1918. Le strade
della capitale sono affollate di Belgi che si
abbandonano alle manifestazioni più vibranti di gioia e
di entusiasmo. Ecco il grido: « Il Re! Arriva il Re ! »
e nella strada cosparsa di fiori e ondeggiante di
bandiere compare l'alta figura del coraggioso soldato
alla testa di una teoria di ufficiali e di orifiamme.

Alberto
I, re dei belgi
È re Alberto, l'eroico Re del Belgio, che per quattro
lunghi anni è stato praticamente un sovrano senza terra,
ma che ora ritorna nel suo regno; e proprio nel momento
in cui i re e gl'imperatori degli Imperi Centrali, come
conigli sbigottiti, cercano un luogo sicuro ove
nascondersi.
E se qualche armo più tardi ci fermeremo a qualche
focolare belga, sentiremo gli uomini che hanno
combattuto nella guerra mondiale 1914-18 raccontare ai
loro figliuoli come hanno visto il loro Re, in uniforme
infangata e lacera, dividere il rancio coi suoi soldati
e prestare i primi soccorsi ai feriti...
Perché dunque sorprendersi che il popolo belga sia
così devoto al suo Re? Alberto salì al trono nel 1909, a
32 anni. Subito ebbe a sostenere una lunga lotta col
Parlamento per il rafforzamento dell'esercito: ne aveva
appena ottenuto consenso, quando al fatale 2 agosto
1914, la Germania chiedeva di passare attraverso al
Belgio per attaccare la Francia. Re Alberto rifiutò e ne
vennero la guerra e l'invasione.
Alberto I Re del Belgio - 2 |