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Fiat CR 25 bis 173.a squadra Palermo-Boccadifalco 1942
Aerei Militari (Aerei da Guerra)
- Storia dell'Aeronautica Militare (Aviazione Militare)
Storia dell'Aeronautica Militare
- Storia Contemporanea di Italia
Il Fiat C.R.25 nacque come progetto autonomo della Fiat per un
bombardiere leggero veloce, adatto anche alla ricognizione armata,
il cui studio, ancora allo stadio iniziale, venne riadattato per
poter competere nel concorso della Regia Aeronautica, del gennaio
1936, per un nuovo caccia assaltatore (lo stesso che venne poi vinto
dal Breda Ba.88). Questa iniziale "doppiezza" nella sua concezione
segnò tutta la vita del progetto e, se da un lato contribuì a farne
un aereo eccezionalmente ben bilanciato, dall'altro decretò
l'insuccesso, presso i vertici della Regia Aeronautica, di un aereo
che, pur sembrando adatto a ricoprire molti ruoli, non sembrava
pienamente portato per nessuno di essi.
Di
questo atteggiamento si ebbe prova già nella riunione della
Commissione di Allestimento del prototipo del C.R.25, nell'aprile
1937, in cui il Direttore della Commissione, Generale Cebrelli,
rilevò che l'aereo somigliava ancora troppo ad un bombardiere, data
la presenza dei posti di pilotaggio accoppiati e dei dispositivi di
puntamento per il lancio delle bombe, e suggerì, per adattarlo
meglio al ruolo di assaltatore, di eliminare il posto del secondo
pilota-puntatore e tutte le attrezzature da bombardamento, in modo
da ridurre la sezione frontale al minimo e migliorare le prestazioni
velocistiche dell'aereo (che, rimanendo le cose come stavano,
sarebbero state inferiori al minimo richiesto nel concorso).
Richiese inoltre l'installazione di 4 mitragliatrici da 12,7 mm
concentrate a prua. Celestino Rosatelli, in rappresentanza della
Fiat, replicò che, se erano presenti le installazioni per le bombe,
era perché la Regia Aeronautica le aveva richieste, e queste
richiedevano i dispositivi di puntamento, che la larghezza della
fusoliera era dettata dall'installazione della torretta dorsale da
12,7 mm, anche questa richiesta specificatamente dalla Regia
Aeronautica, e che 4 armi in caccia con il pieno carico di 400 colpi
ciascuna avrebbero appesantito troppo la prua dell'aereo (solo armi
e munizioni, senza contare l'installazione, avrebbero pesato 284 kg
in totale) e peggiorato l'aerodinamica, si disse però disponibile ad
aggiungere una terza mitragliatrice.
Si
trattava, in effetti, dello scontro tra due ragioni. Se da un lato
si può capire la preoccupazione del vecchio progettista, il quale
conosceva bene la tendenza della Regia Aeronautica di dilatare i
tempi richiedendo modifiche su modifiche, spesso ingiustificate, ai
nuovi progetti, finché questi erano messi in linea quando erano già
obsoleti, dall'altro la Regia Aeronautica, dopo il fallimento
dell'analogo concorso del 1934, aveva un disperato bisogno di un
vero caccia assaltatore, e non di un altro ricognitore con scarse
capacità di bombardamento.
La
riunione si concluse con un compromesso, secondo cui l'aereo avrebbe
perso il terzo membro dell'equipaggio e i doppi comandi, ma il
secondo membro sarebbe rimasto in posizione affiancata al pilota.
Sarebbero state installate tre mitragliatrici da 12,7 mm nel muso.
Le attrezzature da bombardamento e la torretta sarebbero rimaste e
il secondo pilota avrebbe fatto, all'occorrenza, da marconista,
mitragliere, e puntatore. Dato che l'aeronautica cercava
ufficialmente un caccia assaltatore, non destò interesse la
proposta, pure ventilata, di ricavare lo spazio per una quarta bomba
da 100 kg (e questa fu un'occasione mancata, perché la possibilità
di caricare due bombe da 200 o 250 kg, che potevano facilmente
sostituire le 4 da 100 kg, lo avrebbe reso un ottimo bombardiere
navale). Di questa versione vennero commissionati alla Fiat 40
esemplari prima ancora che il prototipo volasse
Il
prototipo MM 332 venne portato in volo dal comandante Valentino Cus
il 22 luglio 1937, ottenne una velocità massima di 490 km/h (che
tuttavia non poté essere mantenuta negli esemplari di serie, con le
dotazioni belliche complete) e, nei mesi successivi, ottenne una
serie di valutazioni positive da parte dei collaudatori della Regia
Aeronautica, non solo per le ottime qualità di volo, ma anche perché
questi si rendevano conto che, proprio grazie alla sua struttura
classica in tubi, facilmente modificabile, l'aereo mostrava
possibilità evolutive nettamente superiori a quelle del Ba.88
Fu
quindi una sorpresa la decisione della Regia Aeronautica, nei primi
mesi del 1938, proprio quando le prime nubi cominciavano ad
addensarsi sul destino del Ba.88, di destinare i previsti 40 aerei
alla ricognizione terrestre anziché all'assalto (decisione che ebbe
l'effetto di bloccare l'installazione della terza mitragliatrice
frontale). Ancora più sorprendente fu la decisione successiva,
dell'Agosto 1939, di modificare la commessa, già in fase di avanzata
realizzazione, per limitarla a soli 8 aerei, oltre i due prototipi,
preferendo al C.R.25, nel ruolo di ricognitore, i lenti bimotori
Caproni della serie "300".
Gli
esemplari richiesti vennero consegnati alla Regia Aeronautica
all'inizio del 1940, e da questa accantonati (a parte il prototipo
MM 332, ricondizionato per il trasporto passeggeri e assegnato
all'Ambasciata d'Italia a Berlino), finché le esigenze belliche non
costrinsero a tirarli fuori dai depositi.
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