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Fiat CR 25 in volo
Aerei Militari (Aerei da Guerra)
- Storia dell'Aeronautica Militare (Aviazione Militare)
Storia dell'Aeronautica Militare
- Storia Contemporanea di Italia
All'inizio
del 1941 la Regia Aeronautica si trovò a far fronte a due esigenze
impreviste. Da un lato gli idrovolanti CANT Z.501, Z.506 e Fiat RS.14,
pure indispensabili nei compiti di ricerca e soccorso, data la loro
scarsa velocità ed agilità non erano più adatti alla ricognizione
strategica in aree presidiate dal nemico, a meno di non essere essi
stessi pesantemente scortati (un'assurdità), e ancor meno erano
adatti al bombardamento marittimo. Dall'altro, i caccia basati a
terra, dotati di scarsa autonomia, non si rivelarono adatti alla
difesa dei convogli navali diretti in Nordafrica, in quanto potevano
incrociare sopra le navi solo per un tempo molto limitato. Questo
lasciava i convogli indifesi contro le incursioni degli assaltatori
inglesi a lungo raggio Bristol Blenheim, basati a Malta.
I nove
esemplari di C.R.25, che giacevano ormai da un anno accantonati nei
depositi, con la loro lunga autonomia, agilità e (relativamente)
alta velocità sembravano fatti apposta per affrontare la situazione.
Con personale proveniente dagli idrovolanti del 31° e 35° Stormo
Bombardamento Marittimo venne costituita la 173ª Squadriglia
Ricognizione Strategica Terrestre (che in realtà opererà quasi
sempre sul mare) la quale, dopo aver familiarizzato con i nuovi
aerei, ed averne perso uno per un incidente di atterraggio (salvi i
piloti), compì la sua prima missione di ricognizione il 24 luglio
1941.
Da
allora, in un anno e mezzo di attività estenuante, i mezzi vennero
sfruttati fino ad esaurimento (per mancanza di ricambi, dato che gli
aerei erano pezzi unici, quelli in peggiori condizioni dovevano
essere cannibalizzati per far volare gli altri) dalla 173ª
squadriglia. I C.R.25 e fecero scalo praticamente in tutti gli
aeroporti amici del bacino del Mediterraneo, producendosi in
missioni di ricognizione non scortata in zone pesantemente
presidiate dalla caccia nemica (fino sopra le installazioni militari
di Malta), scorta ai convogli diretti in Libia e ripetuti scontri a
fuoco con i Blenheim, Beaufort e Beaufighter inglesi, conquistando
un record invidiabile. Quando, nel febbraio 1943, gli ultimi quattro
CR.25 della 173ª squadriglia in grado di volare, vennero ritirati
dal servizio e immagazzinati nei depositi della Regia Aeronautica di
Cameri (per essere sostituiti dai Caproni Ca.314), nessun aereo di
questo tipo era stato perso per guasto tecnico o fuoco nemico. I C.R.25
erano sempre riusciti a riportare a casa gli equipaggi.
Dati
gli ottimi risultati conseguiti dal CR.25, la Fiat propose di
riprenderne la produzione, con motori potenziati da 1 175 CV ed
armamento più pesante (due cannoni MG 151/20 da 20 mm), ma la
Direzione Generale delle Costruzioni si volle piuttosto orientare
sull'evoluzione del Fiat CANSA F.C.20. Ancora una volta quindi la
strada del CR.25 venne sbarrata da un aereo dimostratosi poi
deludente.
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